Governance Condominiale Sostenibile: Le Tendenze ESG per il 2026, anche alla luce del recente disegno di legge n. 2692 dell’11 novembre 2025

A cura di Piero Cucunato
Dottore commercialista, esperto in gestione ambientale e Vice Presidente FIARCC

Dopo aver esplorato gli aspetti ambientali (la “E” di ESG) nella gestione condominiale, nel precedente contributo, ( Vedi articolo ESG “Environmental, Social and Governance”: Le Sfide nei Condomini Italiani, tra Normative, Sensibilità e Azioni)
concentriamoci oggi sulla Governance (la “G”). Il 2026 si profila come un anno di svolta, guidato da normative europee, proposte di riforma nazionali e una crescente richiesta di trasparenza e partecipazione da parte dei condòmini.

L’obiettivo è trasformare la gestione condominiale da un adempimento burocratico a un processo partecipato, professionale e orientato alla sostenibilità a lungo termine.

  1. L’Amministratore del Futuro: Più Competenze, Meno Improvvisazione

La gestione sostenibile richiede professionalità adeguate. La figura dell’amministratore si evolve:

  • Requisiti di Accesso Più Stringenti: Nuove proposte legislative (come il DDL Gardini n. 2692) puntano a richiedere una laurea triennale (economica, giuridica o gestionale) per i nuovi amministratori, superando la figura del “condomine disponibile”.
  • Formazione Manageriale Continua: Per chi è già nel settore senza laurea, diventerà obbligatorio un percorso di formazione manageriale certificato, garantito da associazioni iscritte in un registro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

L’amministratore diventa un vero e proprio manager e comunicatore, capace di gestire non solo i bilanci, ma anche i rischi legati a fattori ambientali e sociali, valorizzando l’immobile in un mercato sempre più esigente.

  1. Le Nuove Regole della Partecipazione

La governance ESG promuove un coinvolgimento attivo della base condominiale:

  • Comitati ESG Condominiali: La creazione di gruppi di lavoro interni dedicati a monitorare e proporre progetti di sostenibilità (dalla gestione dei rifiuti all’efficienza energetica) sarà una prassi raccomandata.
  • Incontri Formativi: Sarà fondamentale organizzare momenti informativi e formativi per sensibilizzare gli inquilini, rendendoli parte attiva delle decisioni che impattano sul loro benessere e sul valore del patrimonio comune.
  • Coinvolgimento nelle Decisioni Chiave: Una maggiore inclusione nelle deliberazioni assembleari relative a investimenti sostenibili aiuterà a mitigare i conflitti e ad accelerare l’adozione di buone pratiche.
  1. Trasparenza e Rendicontazione: Tolleranza Zero sul Greenwashing

La trasparenza è il pilastro della “G” di Governance. Le normative in evoluzione richiedono:

  • Standard di Trasparenza Rigorosi: La rendicontazione non sarà più solo finanziaria, ma includerà metriche chiare sulle performance ESG del condominio.
  • Dati Misurabili: Sarà necessario valutare le iniziative con principi misurabili scientificamente, richiedendo, se del caso, il supporto di revisori o professionisti esterni qualificati in materia ESG.
  • Sanzioni per il Greenwashing: L’incoerenza tra le dichiarazioni di sostenibilità (nel bilancio o nelle comunicazioni) e i risultati effettivi sarà sanzionabile. La comunicazione deve essere veritiera e documentata.
  1. Vantaggi Concreti: Rischio Minore, Valore Maggiore

L’integrazione dei criteri ESG nella governance non è solo un adempimento etico o normativo, ma offre vantaggi tangibili:

  • Migliore Gestione del Rischio: L’approccio ESG aiuta a identificare e mitigare i rischi (finanziari, ambientali, sociali), migliorando la resilienza dell’edificio nel lungo termine.
  • Attrattività Finanziaria: Le pratiche sostenibili stanno diventando un fattore chiave per attrarre investitori e ottenere finanziamenti (es. mutui o prestiti agevolati per ristrutturazioni), generando un vantaggio competitivo sul mercato immobiliare.

In conclusione, il 2026 segnerà il passaggio verso una gestione condominiale più strutturata, etica e competente. La sostenibilità diventa un elemento integrante della struttura gestionale e della valutazione dei rischi, richiedendo una formazione adeguata e una rendicontazione trasparente per poter gestire efficacemente questa transizione

 

Piero Cucunato
Piero Cucunato è un amministratore pubblico con oltre trent’anni di esperienza, maturata in numerosi incarichi presso amministrazioni pubbliche e realtà private.
Presiede la Commissione Riforme, occupandosi di semplificazione amministrativa, riforma della Città Metropolitana di Roma Capitale e razionalizzazione dei costi della politica.
Laureato in Economia, con specializzazione e master in Finanza e un perfezionamento in Scienze Bancarie, è dottore commercialista ed esperto di marketing territoriale.
Si occupa di gestione integrata ambientale, comunicazione istituzionale e sviluppo delle piccole e medie imprese. In qualità di consulente e senior manager, ha seguito numerosi processi societari e strategie di sviluppo aziendale.
È docente e relatore su temi di finanza, marketing e cooperazione di credito, nonché Vice Presidente della FIARCC (Federazione Italiana Amministratori e Revisori di Condominio).
Autore di numerosi articoli su riviste specializzate, ha inoltre pubblicato diverse voci scientifiche nel Dizionario della Cooperazione di Credito.

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