Direttiva “case green” cambia la cultura tra i condomini, con i principi ESG condomini di eccellenza.

A cura di Piero Cucunato

Quando si parla di “cultura condominiale”, si deve innanzitutto fare riferimento all’aspetto sociale, ossia alla metodologia del rispetto e della gestione dei conflitti. Questo problema comune non si risolve con una norma uguale per tutti, ma risiede nella capacità di superare il proprio interesse esclusivo a favore dei doveri verso gli spazi comuni; spazi che rappresentano un bene condiviso e la proprietà di molti, che sono molto più di un generico “prossimo”. Per questo motivo, trasparenza e partecipazione sono elementi distintivi, mentre una gestione ottimale dei conflitti è considerata la chiave per coltivare e migliorare un aspetto determinante dell’intera qualità della vita in condominio. Nel nostro Paese non è mai stata promossa un’adeguata cultura del condominio; eppure, la cultura e le relazioni, intese come spazi di scambio, possono trasformare le aree comuni in luoghi di incontro e di crescita condivisa. Un esempio lungimirante di questa visione è dato dal processo decisionale comune nei progetti di efficientamento energetico. In questo le date del  29 maggio 2026 e il 3 giugno 2026 ci aiutano molto, ecco perché. Il 29 maggio 2026 è una data importante nel percorso di adeguamento alla direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, ma non produce effetti automatici per i proprietari. Dunque, la direttiva “case green” non impone, da sola, la sostituzione automatica degli attestati in corso, ma ne influenza in modo automatico le conseguenze. Infatti con l’entrata in vigore dei nuovi Requisiti Minimi, l’attestato rifletterà una valutazione più completa dello stabile in cui si acquista o si loca con conseguenze per l’ immobile. Gli edifici  sotto la classe C, dovranno adeguare al più presto la loro classe energetica, per questo hanno previsto il ricorso a uno sportello unico per ricevere consulenza sulla ristrutturazione, secondo modalità che dipenderanno dal recepimento nazionale. Gli Stati dovranno inoltre istituire banche dati sulla prestazione energetica, rendendo le informazioni più tracciabili e confrontabili.

La novità del futuro modello e di  classificazione energetica e un tema di grande cultura condominiale che incide in modo sostanziale nelle decisioni di intervento. Si tratta di azioni che, se ben coordinate, promuovono scelte strategiche capaci di trasformarsi da mere operazioni tecniche in processi di riqualificazione immobiliari determinanti. Per intraprendere un percorso d’eccellenza basato sui principi ESG (Environmental, Social, Governance) e attivare un dialogo consapevole tra i condòmini, l’ordine strategico dei fattori deve essere invertito rispetto alla sequenza temporale dei lavori. La Governance stabilisce le regole e la trasparenza, l’Ambiente definisce gli obiettivi tecnici, e il Sociale rappresenta la sintesi finale: il collante che trasforma un insieme di proprietari in una comunità consapevole. Ecco la roadmap operativa, strutturata in passaggi chiari e scansionabili, per trasformare la teoria in azioni concrete in assemblea. Nella prima fase bisogna consolidare la Governance  che la prima missione dell’azione giuridica decisionale. Senza una struttura decisionale solida e trasparente, qualsiasi progetto si blocca. Questa fase serve a costruire la fiducia. Istituire il Comitato di Condominio: Nominare in assemblea un gruppo ristretto di condòmini (3-5 persone) con funzioni consultive e di raccordo tra amministratore, residenti e tecnici. Eseguire l’Audit Documentale: Verificare lo stato di salute burocratico dell’edificio (conformità impianti, certificato antincendio, APE dell’edificio) per sanare eventuali criticità prima di pianificare investimenti.

Il Condominio del Futuro: Come i Criteri ESG Trasformano la Gestione Immobiliare in Valore Condiviso

Quando parliamo di condominio, la mente corre spesso alle assemblee animate, ai conflitti di vicinato e alle scadenze burocratiche. Eppure, nel nostro Paese, è giunto il momento di promuovere un cambio di paradigma radicale. Abitare in un condominio non significa solo spartire delle spese, ma gestire un patrimonio comune. Per innalzare la cultura condominiale, dobbiamo trasformare questi spazi da luoghi di scontro a comunità di destino. La chiave di volta di questa evoluzione si chiama ESG (Environmental, Social, Governance). Lungi dall’essere concetti astratti per grandi multinazionali, i criteri di sostenibilità applicati al condominio rappresentano la più grande leva di ottimizzazione economica, pacificazione sociale e valorizzazione patrimoniale oggi a disposizione.

La Strategia delle  Azioni Concrete e Fattibili

Elevare la cultura condominiale richiede pragmatismo. Non serve spaventare l’assemblea con cappotti termici da centinaia di migliaia di euro; il segreto risiede nella strategia dei piccoli passi (Quick Wins), ovvero interventi immediati a basso costo e ad alto rendimento divisi sui tre pilastri ESG: Ambiente (Environmental) – Stop agli Sprechi: Il primo passo è l’efficienza invisibile. Sostituire l’illuminazione comune con LED e sensori di presenza temporizzati, coibentare i tubi a vista della centrale termica nelle cantine e installare contatori d’acqua intelligenti (smart meter) per intercettare tempestivamente le perdite occulte. Sociale (Social) – Dallo Spazio al Luogo: Significa generare benessere abitativo. Rientrano in questo pilastro l’eliminazione delle barriere architettoniche con rampe removibili, il potenziamento dell’illuminazione nei punti bui per la sicurezza e la trasformazione di locali inutilizzati (come le ex portinerie) in spazi di coworking condominiale o rastrelliere sicure per biciclette. Governance (Gestione e Trasparenza) – La Fiducia: È la base democratica del palazzo. Si realizza adottando piattaforme cloud dove l’amministratore carica la contabilità in tempo reale, modificando il regolamento per consentire sempre le assemblee in modalità mista (presenza e online) e istituendo un fondo cassa vincolato per la transizione ecologica.

L’Evidenza dei Fatti: Il Risparmio Finanzia la Cultura

La sostenibilità non è un costo, ma un investimento che si autofinanzia. Se prendiamo come riferimento un condominio tipo di 20 unità abitative, l’impatto economico delle prime azioni concrete è sorprendente: Il solo passaggio al Relamping LED con sensori abbatte i consumi elettrici comuni generando un risparmio stimato tra 600€ e 800€ all’anno, con un rientro dall’investimento (ROI) in meno di 18 mesi. L’isolamento delle tubazioni in cantina riduce le dispersioni termiche passive, tagliando le spese di riscaldamento di circa 400€-500€ annui. La digitalizzazione dei servizi e la trasparenza riducono drasticamente la morosità, liberando liquidità di cassa. Nel complesso, una spesa iniziale minima si traduce in un risparmio ricorrente fino a 2.000€ all’anno, denaro che può essere accantonato per i futuri interventi strutturali chiesti dalle normative europee.

 Conclusione: Verso una Comunità  della cultura condominiale di eccellenza. 

Innalzare la cultura condominiale significa comprendere che la cura delle parti comuni è il modo migliore per proteggere il valore della propria casa e migliorare la qualità della vita quotidiana. Attraverso l’unione tra la finanza intelligente e la responsabilità sociale, il condominio smette di essere un condominio di mattoni e diventa, finalmente, una comunità consapevole proiettata nel futuro.

Piero Cucunato

Piero Cucunato – Dottore Commercialista e Revisore – Senior Advisor ESG & Credit Finance. Specializzato in strategie di sostenibilità e finanza per il credito,  ideatore di progetti di finanza e sostenibilità sulla transizione energetica e il management immobiliare.  E’ (Board Member), presso il Fondo Italiano d’Investimento. Amministratore Pubblico, da oltre trent’anni negli enti locali  e anche Vice Presidente FIARCC, Federazione Italiana Amministratori e Revisori di Condominio, Associato Apice  e Presidente del Tavolo permanente legislativo per Camera e Senato sul monitoraggio dei disegni e proposte di legge su condomini e casa.

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